Capitolo 18

Gli insegnamenti di Robert Kiyosaki

 

Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto.”
Thomas Jefferson

 

 

Leggere libri è sempre utile. Serve per arricchirsi con nuove informazioni, ampliare le proprie vedute, ricevere ispirazione e capire sempre di più il mondo che mi circonda.

Uno dei libri che ha impattato molto sulla mia formazione è stato Padre ricco, Padre povero di Robert Kiyosaki, scrittore e formatore di origine giapponese, da sempre vissuto in America, di cui ho già parlato nel capitolo 9. 4 Tipologie di Cashflow.

Robert Kiyosaki, nato in una famiglia di ceto medio, riceve da ragazzo un’educazione normale, come tutti i suoi coetanei. Un giorno, però, ha la fortuna di conoscere il padre di un suo compagno di scuola, un investitore, proprietario di hotels e immobili, che si rende disponibile a insegnargli tutto ciò che è necessario sapere sull’arte dell’arricchimento.

Robert, quindi, avrà da quel momento la fortuna di avere due padri: quello naturale, dipendente e con stipendio fisso e un secondo padre ricco e benestante che gli darà grandi e utili insegnamenti su come diventare ricco e libero finanziariamente. Robert può così ricevere un’educazione da due padri la cui filosofia di vita e del lavoro sono totalmente diversi, agli antipodi, che gli insegneranno a valutare aspetti positivi e negativi, vantaggi e svantaggi dei loro rispettivi mondi.

Nel libro Padre ricco, Padre povero, rivoluzionario nella sua semplicità, l’autore sottolinea come l’educazione scolastica sia molto carente in materia di finanza personale, lasciando un vuoto formativo importante, che spesso condiziona in maniera negativa la vita delle persone. Fa notare nel suo libro come, tra gli uomini di cultura media, nessuno sa realmente come funziona il mondo della finanza, cosa sono i soldi e come vanno gestiti. Questa mancanza, sempre secondo l’autore, è il motivo per cui i poveri continuano a rimanere tali e i ricchi continuano a guadagnare sempre più soldi.

Il libro ruota intorno a tre concetti fondamentali. Il primo riguarda la differenza tra attivi e passivi (a breve spiegherò cosa sono) e sull’importanza di investire in asset che producono reddito. Nel secondo concetto approfondisce l’importanza di raggiungere la libertà finanziaria, stato e condizione che ci libera dalla ruota del criceto e dalla schiavitù del lavoro. Il terzo concetto è quello sull’intelligenza finanziaria, ovvero la capacità di capire e di muoversi in ambito finanziario sfruttando al meglio le opportunità che i mercati ci offrono.

Vediamoli da vicino. A mio giudizio merita davvero conoscerli nel dettaglio.

Differenza tra attivi e passivi
Robert Kiyosaki attribuisce la sostanziale differenza tra ricchi e poveri soprattutto all’alfabetizzazione finanziaria: i ricchi sono a conoscenza dei meccanismi economici e finanziari, e sanno come far fruttare il loro denaro investendolo in attivi, cioè in quei sistemi o strumenti che a fine mese mettono denaro in tasca alla persona.

Ai poveri, invece, nessuno ha spiegato come gestire la finanza personale, e quindi si concentrano di più sull’acquisto di beni e servizi, confondendoli con degli attivi, ma che in realtà sono dei passivi, ovvero sistemi che tolgono denaro dalle loro tasche. Ad esempio, la casa di proprietà è un obiettivo a cui mirano in molti, ma è anche un bene che richiede spesso l’attivazione di un mutuo con l’impegno di pagare la rata mensile. Se a questo si aggiunge che normalmente una famiglia del ceto medio contrae debiti per acquistare l’auto, ristrutturare casa, pagarsi le vacanze, gli studi del figlio, le cure odontoiatriche, un elettrodomestico, ecc. si capisce come la vita diventa in poco tempo un impegno continuo a inseguire le rate da pagare.

Un caso emblematico fu quello di un caro amico che si ostinava a dover possedere sempre l’ultimo modello di iPhone, cambiare l’auto tutti gli anni, avere il televisore più innovativo e con lo schermo più grande, e anche nel vestire era sempre sul pezzo con indumenti firmati. Tutto questo sfarzo, in verità, nascondeva una realtà ben diversa perché era sempre senza soldi, indebitato al punto che spesso doveva contrarre nuovi debiti con cui coprire quelli in essere che non riusciva a pagare. Un disastro.

Nel suo libro, Kiyosaki ci svela quale sia il vero segreto della ricchezza, ovvero investire in attivi e ridurre al minimo i passivi. Questa è l’unica strada percorribile se vogliamo aumentare costantemente le nostre entrate.

Obbligazioni, prestiti da fare a chi ne ha bisogno, creazione di brevetti, acquisto di azioni, attività commerciali date in gestione, immobili da mettere in affitto, ecc. possono essere degli esempi di investimenti in attivi.

Purtroppo, la nostra società fa crescere i ragazzi con la convinzione che, una volta finita la scuola, la scelta normale da fare è quella di lavorare tutta la vita fino alla pensione. Secondo Kiyosaki questa non è la scelta migliore e di sicuro non garantisce alla lunga un buon standard di vita. Una buona soluzione è quella di utilizzare parte di quello che si guadagna dal lavoro ordinario nell’acquisto di attivi, che possono produrre per noi un reddito in maniera continuativa e passiva. In questo modo, attivo dopo attivo, si può sperare un giorno di smettere di lavorare e di vivere con il cashflow che producono i nostri asset. Ovviamente non va fatto tutto subito. Secondo Robert Kiyosaki si può vivere con l’essenziale per un certo numero di anni, con l’obiettivo di investire i propri risparmi in asset che producono rendite. Solo dopo aver creato una base economica solida, allora ci si può concedere il lusso di comprare passivi mentre gli attivi continuano a fare il loro lavoro: produrre reddito.

La libertà finanziaria
Secondo Kiyosaki la libertà finanziaria è quella condizione che si ottiene quando le nostre entrate, derivanti dai nostri attivi e asset, superano in modo stabile le nostre uscite. Più che porre l’accento sulla ricchezza, l’autore tiene a sottolineare che siamo già fuori dalla ruota del criceto quando i nostri ricavi e le entrate monetarie sono complessivamente superiori al denaro che spendiamo per vivere e mantenerci. In questa condizione, non solo con le entrate copriamo le spese a cui facciamo fronte per vivere, ma possiamo 1) accantonare altro denaro da poter poi investire in altri asset, e 2) avere più tempo da dedicare a noi stessi, ai nostri cari, ai nostri hobby e ai nostri business.

L’intelligenza finanziaria
Secondo Kiyosaki l’intelligenza finanziaria consiste nell’essere pienamente formati ed esperti su 1) come gestire una contabilità, 2) conoscere il mondo degli investimenti, 3) saper vendere, e 4) conoscere le leggi fiscali del proprio paese.

Kiyosaki pone continuamente l’accento sull’importanza e il valore della formazione, perché è il mezzo che ci consente di sviluppare quella sensibilità necessaria per capire come gestire i nostri soldi e come muoverci nell’ambito degli investimenti, senza commettere errori grossolani e gravi.

Nel suo libro, l’autore mette in evidenza e sottolinea come la vera ricchezza oggi sia data da quanto si è in grado di sfruttare la propria intelligenza. Per fare questo, la nostra mente va arricchita da stimoli soprattutto finanziari che possano permetterci di riconoscere le occasioni da sfruttare, ma anche per comprendere su cosa investire imparando a correre qualche rischio.

Secondo Kiyosaki, l’intelligenza è come un muscolo che va allenato e curato costantemente in modo da farlo crescere sempre di più. Per questo motivo, l’intelligenza finanziaria andrebbe nutrita e sollecitata attraverso la curiosità, la voglia di imparare e di ampliare ogni giorno il nostro bagaglio di conoscenze. Lettura di libri, corsi online, partecipazione a seminari e webinar, ecc. sono, in questo senso, i nostri migliori alleati.

Non è una novità che i ricchi vogliono conoscere sempre più cose che, a lungo andare, diventano elementi di arricchimento e di crescita.

Una particolarità dei ricchi e dei loro commercialisti è che conoscono e usano le leggi fiscali a proprio vantaggio. Ad esempio, rispetto al piccolo imprenditore o artigiano, le tasse relative alle aziende e alle società spesso possono essere ridotte di molto attraverso meccanismi legali di detrazione. Per questo motivo, per chi investe in attivi, è importante che conosca le leggi fiscali o, in alternativa, farsi seguire da un professionista preparato, in modo da minimizzare e ottimizzare il pagamento delle tasse.

Una cattiva gestione degli aspetti fiscali e contabili può vanificare i nostri sforzi, i nostri investimenti e ridurre di molto i nostri guadagni.

 

 

Indice del libro

 

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