Capitolo 20

Differenti forme di entrate

 

Occorre concentrare gli sforzi sull’acquisto esclusivo di attivi che producono reddito. Questa è la maniera migliore di mettersi sulla strada della ricchezza.”
Robert Kiyosaki

 

 

Guadagnare soldi in maniera passiva e senza fatica è un sogno che chiunque vorrebbe realizzare, in modo da poter avere più tempo da dedicare agli affetti, agli hobby, alle proprie passioni. Ma è realmente possibile fare una cosa del genere?

Spesso si vedono sul web e sui social, pubblicità di siti web e di business che vengono spacciati come soluzioni innovative e straordinarie capaci di risolvere ogni tipo di problema finanziario. A volte le promesse di guadagno sono davvero fuori da ogni logica. Quasi sempre sono truffe. Nonostante ciò, purtroppo, ci sono ancora molte persone ingenue che abboccano nella rete di truffatori e individui spregiudicati.

In questo ambito non ci sono scorciatoie: costruire uno o più sistemi di rendite passive è un’attività seria che richiede una buona dose di impegno, lavoro e pazienza.

Prima di ogni cosa, bisogna saper distinguere bene cosa sono e cosa non sono le rendite automatiche e passive, quali le loro caratteristiche, in modo da fare chiarezza e capire quali differenze esistono con altre forme di guadagno, ovvero con il lavoro attivo, il capital gain e le truffe di cui la più nota è lo Schema Ponzi.

Cosa sono le rendite automatiche
La parola “rendita”, nell’immaginario collettivo, è collegata a una tipologia di guadagno che non prevede un particolare sforzo lavorativo. In passato era un termine usato soprattutto in ambito bancario quando, sui soldi presenti nel conto corrente, veniva applicato un tasso d’interesse vantaggioso e profittevole. Ma la parola “rendita” è anche molto usata nel settore immobiliare: ho una o più case, le metto in affitto e tutti i mesi ricevo un canone che va ad aumentare le mie entrate, ovvero il mio cashflow. La stessa cosa, ovviamente, può avvenire in altri ambiti. Ad esempio, con un’attività commerciale data in gestione oppure con un libro e i compensi che si ricevono dalle vendite o, ancora, attraverso un blog molto visitato e trafficato che genera delle entrate grazie ai banner pubblicitari inseriti nelle pagine web.

Il concetto di rendita si collega quasi sempre oramai alla parola “automatico” o “passivo”, poiché rafforza l’idea secondo la quale non si devono impiegare energie fisiche per poter guadagnare dei soldi.

Quindi, per rendita automatica o passiva si intende una forma di entrata monetaria derivante da un’attività che non richiede l’impiego di tempo e di lavoro attivo, se non nella fase iniziale.

Differenze tra rendita automatica e lavoro attivo
Per comprendere i vantaggi e l’importanza di creare una o più forme di rendite automatiche, è utile spiegare quale sia la differenza con la realtà che caratterizza la vita di gran parte dei lavoratori del pianeta: il lavoro attivo. Con il termine “lavoro attivo” ci riferiamo al lavoro ordinario, che viene svolto giorno per giorno, che ci impegna per diverse ore quotidianamente e che ha come forma di remunerazione uno stipendio mensile o settimanale.

La caratteristica fondamentale del lavoro attivo è quella di avere una proporzione di uno a uno tra ciò che si guadagna e l’attività che si svolge. Ciò significa che i miei profitti, a differenza delle rendite automatiche, sono strettamente collegati al numero di ore di lavoro. Ne consegue che se per qualche motivo non lavoro, non ricevo denaro perché non riesco ad attuare lo scambio uno a uno. Esempi: se sono un medico e non vado a lavorare non percepirò nessun guadagno, idem se sono un architetto, un avvocato, un dipendente o se ho un banco al mercato. Nel lavoro attivo, se non lavoro non guadagno. Ne deduco che per guadagnare sono obbligato a lavorare. Nei business a rendita automatica o passiva, invece, questo meccanismo salta completamente o parzialmente.

Differenza tra Capital Gain e le rendite passive
Altra distinzione fondamentale in ambito economico è quella tra la rendita automatica o passiva e il capital gain.

Si ha un capital gain quando, acquistando e rivendendo un prodotto, si otterrà una plusvalenza economica, un guadagno. Immaginiamo, per esempio, di comprare un certo numero di azioni di Google al prezzo complessivo di 10.000 Euro. Il valore delle azioni acquistate, dopo qualche tempo, sale a 15.000 Euro. Se le rivendo avrò ottenuto una plusvalenza pari a 5.000 Euro. Questo guadagno è il capital gain. Un altro esempio può essere quello di un commerciante che acquista 100 articoli al prezzo di 50 Euro e poi li rivende al doppio. La differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita ha prodotto un guadagno che entrerà subito nelle sue casse.

Come nel caso del lavoro attivo, anche qui però vi è un rapporto di uno a uno, dato che il profitto è strettamente collegato al numero di operazioni che vengono svolte o al numero dei prodotti su cui ottengo un guadagno. Certo, posso anche guadagnare molto denaro, ma non sarà comunque classificabile come un business a rendita automatica. Le rendite derivanti da attività automatiche sono sempre soldi guadagnati in modo passivo, dove il rapporto uno a uno diventa uno su un numero illimitato. Un esempio per tutte: se scrivo e pubblico un libro che piace, posso vendere 100, 1000 o un numero infinito di copie. In questo caso, non c’è un rapporto di uno a uno, come nel lavoro attivo o nel capital gain, ma un rapporto di uno moltiplicato per il numero di libri che venderò. Andrò a ricevere, dunque, un flusso di denaro in entrata in maniera continua per aver fatto bene un lavoro. È vero che l’impegno di scrivere un libro può essere anche molto elevato, ma lo sforzo viene fatto una sola volta, a fronte della possibilità di vendere un numero illimitato di copie.

Ritornando per un attimo al concetto di capital gain, per completezza di informazioni va anche detto, però, che acquistando prodotti o azioni, può capitare di ottenere una minusvalenza se al posto di un guadagno ottengo una perdita nella successiva vendita.

Lo Schema Ponzi
Navigando sul web e sui social è possibile trovare delle proposte che promuovono la possibilità di ottenere guadagni automatici in modo semplice, tali da spingere le persone a versare una quota di soldi in cambio di una rendita mensile o settimanale (nei casi più sfacciati anche giornaliera). Questi sistemi non solo offrono dei ricavi elevati e allettanti, ma anche un guadagno aggiuntivo invitando i partecipanti a iscrivere amici e conoscenti nel presunto business. In questo caso, la nostra seconda fonte di entrata sarà calcolata in termini percentuali sulla base dei guadagni che otterrà la persona che abbiamo inserito. In questa tipologia di proposte viene sfruttata una leva psicologica molto forte: un’offerta generalmente a basso costo che prevede la possibilità di avere più fonti di guadagno, in maniera semplice e senza fare molti sforzi, se non quello di aderire con una quota di denaro e invitare altre persone a partecipare.

Quando una proposta propone guadagni esagerati o “fuori mercato”, c’è sempre dietro l’inganno e la fregatura. Di norma, queste truffe sono ben architettate da persone senza scrupoli.

Alle prime persone che aderiscono pagano puntualmente i guadagni promessi, e la facilità con cui ottengono le rendite spinge altre persone a entrare nel business. A quel punto, inizia a spargersi la voce e sempre più persone entrano in modo esponenziale grazie al sistema delle affiliazioni e al passaparola. Non appena, però, la raccolta di denaro diventa cospicua, gli organizzatori del business scappano con il malloppo e lasciano a mani vuote gran parte delle persone che hanno aderito.

Quando le rendite sono troppo facili da guadagnare, alza il livello di guardia. Idem quando le rendite hanno percentuali di guadagno elevate. Ovviamente questo non va confuso con il network marketing che è un sistema serio e normato di cui parlerò in un capitolo a sé.

Ciò che va compreso qui è che ricevere una rendita dall’affitto di una casa o dai diritti d’autore derivanti dalla scrittura e pubblicazione di un libro o dalla creazione di brani musicali, è molto diverso dall’affidare denaro ad aziende dalla dubbia identità, soprattutto quando queste non hanno almeno uno storico di attività di cinque o dieci anni.

Ti ho voluto parlare di questo argomento perché, se ti attiverai nell’ambito delle rendite passive o automatiche, e se navighi nel web, ti capiterà sicuramente di trovarti prima o poi di fronte a uno schema Ponzi. Adesso sai come funziona e lo puoi evitare.

Il mio consiglio è di creare attività che producono rendite automatiche con le tue energie e il tuo lavoro. Diffida delle aziende che propongono guadagni facili e rendite elevate.


Approfondimenti
Vai su Wikipedia e inserisci nel campo di ricerca le parole chiave “Schema Ponzi”. Scopri di cosa si tratta, la sua storia e da dove trae origine la parola.

 

 

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